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ABEBA E HANNA: LA FORZA DEI SOGNI

ABEBA E HANNA: LA FORZA DEI SOGNI

Nella nostra Comunità di Emmaus, nella nostra vita quotidiana, siamo in contatto con bambini, ragazze e madri single con storie di vita molto diverse tra loro, ma con una cosa in comune: la lotta e la difficoltà di soddisfare i propri bisogni primari. La maggior parte di queste donne proviene dalle zone rurali ed è alla ricerca di un sogno che non si è mai avverato. Al contrario, vengono sfruttate in vari modi, rimanendo frustrate, ferite e senza speranza.

Attraverso la nostra presenza in mezzo a loro, testimoniamo l'amore di Cristo per loro. Mentre sono ospitate nel nostro rifugio, hanno l'opportunità di frequentare brevi corsi come: pasticceria, culinaria, trucco, parrucchiere, web design, cura di bambini o anziani, ecc., in modo da acquisire diverse competenze e poter così trovare migliori opportunità per un futuro luminoso. In questo modo le accompagniamo e camminando al loro fianco. Nei loro volti sorridenti vediamo Gesù e una nuova alba per loro.

Tra le donne che sono state nel nostro rifugio, non possiamo dimenticare Abeba (nome di fantasia), che ha lasciato i suoi due figli con la madre ed è andata in Arabia Saudita in cerca di una vita migliore. Aveva tante illusioni e per raggiungere i suoi sogni ha venduto alcuni dei suoi averi per poter finanziare il viaggio… un viaggio che è stato un inferno di sofferenze e maltrattamenti, ma alla fine è riuscita ad arrivare alla sua destinazione. Una volta lì ha cominciato a lavorare, però, dopo solo alcuni mesi è stata trovata per strada senza documenti, imprigionata per un anno e deportata di nuovo in Etiopia.

Dopo un periodo di recupero presso una ONG, è stata indirizzata al nostro centro di accoglienza, dove ha seguito un corso di pasticceria e uno di cucina. Ora è felice, ha trovato due lavori e riesce anche ad inviare un aiuto economico alla madre per l'istruzione dei suoi figli. In un prossimo futuro spera di aprire una propria attività. Abeba ha avuto tanta resilienza per guarire dalle numerose ferite subite durante il viaggio e nei mesi passati in prigione. Lei è un esempio concreto di capacità di ripresa dopo un fallimento, di resistenza davanti ai problemi e alle difficoltà, di adattabilità per ricominciare una vita nuova e di forza d'animo per continuare con speranza.

 

La storia di Hanna (altro nome di fantasia) è invece cominciata nel suo villaggio, un bel posto ma molto povero e lontano da Addis Ababa. Lei è stata sfruttata sessualmente da un uomo che aveva già due mogli. Un giorno Hanna è riuscita a scapare assieme ad un'altra donna e tutte due sono arrivate ad Addis Ababa con l’intenzione di trovare un lavoro e cambiare vita. Purtroppo, Hanna non è riuscita a trovare lavoro velocemente e i pochi soldi che aveva sono finiti rapidamente. E così si è ritrovata a girare per le strade della capitale, chiedendo l’elemosina, sola e incinta.

Fortunatamente, un uomo ha avuto compassione di lei, l’ha portata a casa sua e le ha offerto il sostegno di cui aveva tanto bisogno. Dopo di che, l’ha portata dalle Suore di Madre Teresa di Calcutta, dove è stata accolta fino al termine della sua gravidanza. Hanna ha partorito due gemelli, un bambino e una bambina. A circa un mese della nascita i bambini si sono ammalati e così li hanno portati nella nostra comunità dove sono rimasti circa un anno. Con l’aiuto dell’assistente sociale, siamo riuscite a capire da quale villaggio provenisse Hanna e, una volta che i piccoli si sono rimessi, l’abbiamo accompagnata al suo villaggio. Lì ha trovato sua sorella che, nonostante avesse otto figli, l’ha aiutata dandole una capanna e aiutandola a riscattare il terreno che le spettava.

L’assistente sociale è tornata a visitarla diverse volte portandole quello che le sarebbe servito per vivere degnamente. Adesso, lei vive felicemente con i suoi bambini, dei frutti del terreno che coltiva. Hanna ha avuto coraggio per ritornare a casa con due bambini piccoli e ricuperare il suo terreno e la forza di non smettere mai di sognare un futuro migliore.