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NELLE MANI DELLE DONNE UN SEGNO DI RESURREZIONE

NELLE MANI DELLE DONNE UN SEGNO DI RESURREZIONE

Yamilah, portavoce di uno dei villaggi beduini, ci ha confidato un desiderio inaspettato: una ventina di donne volevano imparare a fare il sapone. In un ambiente dove l'urgenza e la sopravvivenza sembrano dettare legge in ogni istante, hanno scelto un percorso che richiede pazienza. Fare il sapone richiede tempo: quasi due mesi prima che sia pronto e utilizzabile. Eppure, sono arrivate puntuali, piene di entusiasmo e con una gioia contagiosa.

 

Le loro mani hanno iniziato a mescolare olio d'oliva, olio di cocco e aloe. Hanno scelto il profumo e il colore. I loro occhi hanno brillato alla vista degli stampi riempiti; e sono scoppiate a ridere quando lo hanno toccato per la prima volta… qualcosa che avevano creato con le proprie mani. E poi è arrivata la lezione più difficile: l'attesa. Attendere pazientemente, con la certezza che ciò che nasce dall'amore ha bisogno di tempo per maturare.

 

Ognuna di loro ha ricevuto anche una pianta di aloe adulta. Un gesto semplice che è diventato simbolo: cura, guarigione, vita che segue il suo corso. Una pianta in ogni casa, come una promessa silenziosa. Sono tempi difficili, e forse è per questo che non vogliono fermarsi. Con fretta e determinazione, cercano di imparare, di provvedere al proprio sostentamento con le proprie mani.

Abbiamo anche regalato loro una macchina da cucire elettrica, anche se qui non c'è elettricità, solo la scarsa energia proveniente dai pannelli solari. Per molte è un mondo nuovo; alcune di loro usano vecchie macchine a pedale, antiche e quasi dimenticate. Ma si è presentata una sfida inaspettata: non avevano un tavolo. Nella loro cultura, la vita si svolge a livello del suolo: mangiano, conversano e si riposano su stuoie. Con ingegno, hanno creato rapidamente un tavolo, ricavandolo dalla carcassa di una vecchia macchina da cucire. E così ha avuto inizio la novità. Ogni filo, ogni punto, è diventato un atto di speranza. Quando il desiderio è forte, trova sempre una via, tessendo il futuro con pazienza, creatività e vita.

 

L'arrivo della macchina da cucire elettrica ha dato vita a qualcosa di più grande: un entusiasmo condiviso. Venti donne si sono riunite attorno ad un'unica opportunità. Imparare insieme, creare insieme. Abbiamo insegnato loro a cucire una piccola borsa. Una di loro ha filmato tutto con il suo telefono, creando un tutorial in modo che nessuna venisse esclusa. La conoscenza si è trasformata in comunità. E i risultati non si sono fatti attendere: borse finite, dettagli meticolosi, creatività in azione. Le foto arrivavano con orgoglio, come se si condividesse un piccolo miracolo quotidiano. È un'abilità tramandata di generazione in generazione: il ricamo palestinese, un'identità viva, ora combinata con la rifinitura a macchina.

 

Creare qualcosa di completo, con le proprie mani, restituisce loro dignità. Queste donne, in mezzo all'incertezza, scelgono di creare. Scelgono di imparare. Scelgono di sostenere la vita. E in questo gesto quotidiano, umile e fedele, stanno dicendo qualcosa di profondo: la vita continua. Forse lì, in quelle mani che mescolano, cuciono e aspettano, si rivela un segno discreto e potente: un segno di resurrezione.